Il Canada approva la prima nave passeggeri commerciale agli ioni di litio

La nave passeggeri per uso commerciale agli ioni di litio che può portare fino a 25 ospiti è la prima imbarcazione di questo tipo ad aver ottenuto l’approvazione degli standard di sicurezza da parte del Marine Technical Review Board del Canada.
Questa imbarcazione è operativa per la pesca in mare aperto nella zona vicina ad Halifax, capitale della regione della Nuova Scozia che si trova nella parte orientale del Canada.
Si tratta di un mezzo da 44 piedi, originariamente provvisto di motore diesel, di proprietà della Ambassatours Gray Line e viene impiegato anche per l’osservazione delle balene e per gli spostamenti all’interno del porto cittadino.
Di recente, è stata convertita ad una soluzione elettrico—ibrida per mano della Glas Ocean Electric e grazie al supporto finanziario e alle sovvenzioni provenienti da diverse fonti sia pubbliche che private, tra cui Nova Scotia Power e il Canada’s National Research Council.

Alan Syliboy e il murale che decora lo scafo

Insieme al rifacimento della propulsione, per completare la trasformazione è stato realizzato sullo scafo dell’imbarcazione un coloratissimo murale raffigurante vari animali dell’oceano.
L’opera è stata progettata da Alan Syliboy, artista indigeno di fama mondiale appartenente ad una delle prime comunità Mi’kmaq (si pronuncia meeg mah). Le immagini sono accese, ispirate ai petroglifi dei Mi’kmaq e sono state trasformate in un dipinto che decora lo scafo dall’azienda canadese Mattatall Signs.
Il nuovo nome della barca è “Alutasi” e in lingua Mi’kmaq significa “una barca che consente di praticare la migliore attività di pesca”.
Anche durante il varo della barca si è reso omaggio alla comunità Mi’kmag.
L’Alutasi, infatti, invece dell’abituale evento di inaugurazione delle barche durante il quale viene rotta a prua una bottiglia di champagne, ha ricevuto la benedizione secondo un tradizionale rituale dei nativi praticato dall’anziana Dorene Bernard.

Nave passeggeri per uso commerciale agli ioni di litio: uno sforzo di squadra

Ci sono voluti 17 mesi per portare a termine il riadattamento dell’Alutasi.
Il team di lavoro è stato guidato dalla Dott.ssa Sue Molloy, che è presidente di Glas Ocean Electric dal 2016 ed è molto conosciuta a livello internazionale per il suo lavoro nel settore delle energie rinnovabili marine.
Sue Molloy svolge anche attività di ricerca in merito al processo di generazione di energia a partire dal movimento delle maree nel suo ruolo di Professore Aggiunto presso la Dalhousie University di Halifax (sede, inoltre, del team di ricerca del guru della batteria al litio di Tesla, Jeff Dahn).
Parlando della certificazione di sicurezza relativa ad una nave adibita al trasporto passeggeri per uso commerciale e dotata di tecnologia agli ioni di litio, la dott.ssa Molloy ha detto a Bill Spurr dell’Halifax Chronicle Herald: “È stato un percorso piuttosto impegnativo perché Transport Canada impone regole severe sulla sicurezza quando sono coinvolti i passeggeri. Avremmo potuto scegliere un peschereccio e avere meno restrizioni da rispettare ma nel nostro caso c’è stata molta più severità proprio perché si tratta di una nave adibita al trasporto di passeggeri”.

Design classico per la pesca dell’aragosta lungo la Costa Atlantica

Il mezzo impiegato per la pesca dell’aragosta è un Cape Islander, un noto modello di barca da pesca impiegato nella Costa Atlantica del Canada orientale.
Glas Ocean ha lavorato con diversi partner, tra cui E.Y.E. Marine Consultants, Canadian Maritime Engineering, Sterling PBES Energy Solution e Danfoss Editron, per progettare e installare un sistema elettrico-ibrido parallelo in grado di incorporare e coesistere con il motore diesel già esistente.
La volontà di partenza era di realizzare un sistema completamente elettrico ma è stata scelta la soluzione ibrida in parte per ragioni di sicurezza e in parte anche perché l’Alutasi deve navigare in due tipi di acque molto diverse durante ogni viaggio, quelle del porto di Halifax e quelle decisamente più profonde dell’Oceano Atlantico (dove si pesca).
Il motore diesel sarà utilizzato per il transito veloce all’interno del porto mentre il motore elettrico verrà impiegato per la maggior parte del tempo di ogni viaggio.
Il tour di pesca che si svolge nell’arco della giornata è stato scelto come impiego ideale per l’Alutasi perchè, dato che i pescherecci tornano quotidianamente in porto, è possibile effettuare la ricarica a terra con cadenza giornaliera.
Uno dei principali obiettivi di Glas Ocean è quello di mostrare alla gente il potenziale delle barche elettriche.
Il proprietario di questa barca, l’Ambassatour Gray Lines, possiede una flotta importante e Sue Molloy confida nel fatto che questo progetto dimostrerà loro che anche le barche ad uso turistico possono “uscire dal porto in mattinata, rientrare per ricaricare a terra la batteria e navigare nuovamente nel pomeriggio”.
È in corso una trattativa con uno dei finanziatori del progetto, la Nova Scotia Power, per concordare l’installazione dei caricabatteria di livello 2 e 3 sulle banchine della città a disposizione di tutte le barche elettriche.

Riduzione nell’emissione dei gas serra e del rumore

Una delle aziende che ha concesso tassi ridotti e donazioni in natura per il progetto è la JASCO Applied Sciences, società che fornisce servizi di consulenza e di ricerca per la valutazione e la riduzione del rumore sottomarino.
Sono stati effettuati svariati test sia sulle emissioni di gas serra che sull’inquinamento acustico utilizzando diversi carichi e tre diverse eliche (una nuova, una in uso e una danneggiata). Sulla base dei dati raccolti, si stima che il nuovo sistema ridurrà le emissioni di gas serra del 40% e il rumore emesso sott’acqua del 40-60% durante una navigazione ordinaria.
Il prossimo passo per il team di Glas Ocean è la conversione in elettrico di una barca da pesca funzionante a combustibile fossile.
L’azienda si sta rapportando anche con altri potenziali clienti in Costa Rica e nei Caraibi per elettrificare barche che, come l’Alutasi, operano in prossimità della costa.
Il tempo di ritorno dell’investimento è stimato tra i cinque e gli otto anni ma Sue Molloy afferma che “nei casi in cui le imbarcazioni vengono utilizzate frequentemente e per tutto l’anno, il ritorno dell’investimento potrebbe avvenire in soli due anni”.

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